spalle!!

dal blog del direttore di vogue segnalo questa mini storia delle spalle, tornate prepotentemente sulle passerelle!!!

xoxo

Tra le incisioni di Albrecht Durer c’è un gioco di spalle costruite a fasce, come un sovrapporsi di nastri rigonfi, e siamo ai primi del Cinquecento. Quindi in pieno Rinascimento: tra i ritratti del Bronzino notiamo i volumi molto accentuati dell’abito nero di Lucrezia de Medici. 

Parlando di spalle, passiamo attraverso quelle minuscole nel Settecento, tra i nudi decolletée Ottocento, soffermandoci sui rigonfiamenti appena accennati di Ingres, con sciarpe d’ermellino e guanti lunghi, e passiamo al Novecento. 

Secolo in cui la storia delle spalle imbottite nello stile affonda le radici negli abiti nati intorno agli anni 40, quando la silhouette femminile tende a conformarsi con lo spirito guerresco e militare, anche se interpretato sotto eccentrici cappellini: la linea è comunque austera, le spalle più squadrate, la gonna spesso sfiora il ginocchio. Ci sarà poi il “new look” di Christian Dior, insieme di vita sottile e gonna ampia, busto aderente e spalle arrotondate, raffinatezze ottocentesche che nel 1947 aprono al nuovo in arrivo, e al lusso sofisticato di Pierre Balmain e Jacques Fath.

Negli anni 50 e 60 le spalle imbottite si riducono e quasi spariscono, esclusi alcuni capispalla, come giacche, cappotti ed impermeabili, che però non fanno vera tendenza. E lo stesso accade anche per una parte degli anni 70, durante i quali, sebbene alcuni stilisti recuperino in parte certo design degli anni 40, la diffusione dei capi con le spalle imbottite non si espande. 

Ma verso metà anni Settanta, dalla contestazione giovanile e dallo stile hippy si passa al più strutturato pret-à-porter, con il decollo del Made in Italy e delle giacche, e dei tailleur, e delle spalle. 

Si impongono innanzitutto quelle di Giorgio Armani che fanno centro, e fanno storia (la giacca maschile destrutturata è del 1974, l’applicazione alla donna del 1975), le architetture in tessuto di Gianfranco Ferré e certe declinazioni iperfemminili di Gianni Versace. 

Intorno, intanto, Claude Montana veste di cuoio le spalle una donna spaziale, Jean Charles de Castelbajac dipinge a mano abiti essenziali grandi come tele e altrettanto imponenti nella struttura, divine e dive da fumetto sono disegnate dalle ultra sagome di Thierry Mugler, mentre Jean Paul Gaultier sovverte il folk mescolando etnie di un mondo globalizzato, però di couture, quindi compreso di importanti capispalla. 

E poi tutte le metropolitane eleganze anni 80, in cui colori accesi, trucco pesante e capelli gonfi post punk hanno come obiettivo quello di catturare l’attenzione, apparire tra la folla: di qui la tendenza ad amplificare i volumi del corpo. Grandi spalle per donne in carriera, alla Dynasty: giacche e tailleur a rafforzare l’aspetto, per contendenti della supremazia maschile. 

I primi Novanta sono sagomati dalle spalle di Gianfranco Ferrè per Dior, i secondi dal modern sexy di Tom Ford per Gucci, e sempre e comunque, la couture di Lagerfeld per Chanel. 

Nei duemila spalle accentuate che tornano sulle passerelle anche in pelle (inverno 2008/2009): su vestiti di paillettes di Krizia, larghe come un’armatura di guerriero mongolo sul cappotto di pelliccia di Gaultier. 

E poi quelle di Madonna, sul palcoscenico dei concerti con una via di mezzo tra la divisa da football americano ed antiche armature. 

Anche Balenciaga presenta il super imbottito, da giocatore di football americano, rimando che ricorre in altri stilisti come Dolce & Gabbana e Matthew Williamson, con le loro giacchette corte in vita e alte sulle spalle, comprese magari di mantellina. 

C’è anche chi rimanda invece all’uniforme futuristica, vedi i manicotti inseriti sulle spalle a tagli aerodinamici negli abiti di Yves Saint Laurent e Fendi, che riprendono anche la vita stretta, avvolta da un ampia cintura, citazioni evidenti alle silhouettes squadrate degli anni ‘40. 

Infine, fogge importanti, vistose e molto scenografiche, sbuffi ampi, morbidi e drappeggiati, che arrivano fino quasi al gomito, per poi stringersi con un effetto attillato: inverno 2011. 

Spalle rigide che trasformano gli abiti in corazze per donne guerriero, oppure geometriche e molto squadrate, per l’inverno in arrivo. Di nuovo ispirata ai ’40 la silhouette Miu Miu, con spalle molto importanti e linea a triangolo rovesciato: cappotti ad astuccio in panno pesante, morbide bluse ancorate da spalle ampie su gonne sotto il ginocchio, la stola di visone si porta in vita.

 

voi che dite? vi piace questo ritorno agli ’80s???

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