Fashion history_le borse che hanno fatto la storia, cap. 2

Dopo il primo capitolo dove abbiamo visto le 3 borse più famose e  desiderate della storia della moda ecco la seconda puntata!!!

Speedy di Louis Vuitton:

La Speedy è considerata ormai da tempo il bauletto perfetto. La sua forma è stata d’ispirazione praticamente per tutte le collezioni accessori di qualsiasi stilista sulla faccia della Terra. Ma nessun altro è mai riuscito a spodestare la Speedy, perchè la Speedy è e sarà per sempre “il” Bauletto, con la B maiuscola.

E pensare che tutto ebbe origine quasi per caso, negli anni venti, quando la maison francese decise di realizzare un modello più piccolo e compatto del borsone da viaggio Keepall. Nacque così una nuova forma di borsa, destinata a diventare molto più che un semplice modello: di lì a poco la Speedy diventerà una borsa icona desiderata da ogni donna.

Come al solito, indispensabile fu l’aiuto dato dalle celebrities che cominciarono presto a sfoggiarlo nelle occasioni mondane. In particolare Louis Vuitton deve ringraziare Audrey Hepburn, inseparabile dalla sua Speedy in stampa Monogram.

Negli anni sono state sperimentate diverse dimensioni e misure per la Speedy. A oggi esistono 5 modelli: Speedy 40, la più capiente e dalle dimensioni supersize; Speedy 35 e Speedy 30, leggermente più piccole; Speedy 25, la misura perfetta e quella più venduta in assoluto, e infine Mini HL, la versione micro della Speedy adatta a contenere soltanto il minimo indispensabile.

Come gran parte delle borse Louis Vuitton, la Speedy si contraddistingue per il suo lucchetto dorato, con la qual è possibile sigillare la cerniera. All’interno si nasconde una tasca piatta applicata sulla fodera in velluto, mentre i manici invacchetta naturale sono arrotondati.

Marc Jacobs, alla direzione artistica del marchio, decide di creare un vero e proprio restyling iniziando così l’epoca delle grandi collaborazioni, che vedrà Jacobs collaborare con tantissimi artisti e designer contemporanei.

Jackie di Gucci:

Ancora una volta, un’icona del 1900 associa il suo nome a una borsa. La storia della Jackie di Gucci assomiglia molto a quella della Kelly di Hermès più che alla Birkin o alla Stam. La Jackie infatti, come la Kelly, divenne tale solo dopo che Jackie Kennedy Onassis, fu fotografata più volte con questa borsa.

Siamo negli anni sessanta, tutto il mondo rimane affascinato da Jacqueline Bouvier, moglie del compianto presidente degli Stati Uniti John Fitzgerald Kennedy. Tutti gli occhi del mondo sono puntati su di lei quando, nel 1968, sposa in seconde nozze l’armatore greco Aristoteles Onassis. E’ da qui che inizia il mito di Jackie O. Un soprannome che subito contagerà anche il mondo della moda: la borsa Gucci che le si vede sempre al braccio dicenterà per tutti la Jackie O.

Dalla forma leggermente trapezoidale, la Jackie O è in canvas logato e in mezzo al fronte è arricchita da una fibbia, che scorre sopra il nastro verde-rosso, simbolo della casa di moda.

Negli anni novanta, con la guida di Tom Ford, Gucci subisce una vera e propria rivoluzione creativa, che vedrà protagonista anche la Jackie O, che addirittura conoscerà nuovi materiali e tinte, come l’oro.

Ma è il 2009 l’anno che segna il ritorno della Jackie O. La new Jackie è molto più che un semplice restyling: è una trasposizione nel contemporaneo di un capolavoro immortale.Cambiano le misure, che diventano più grandi, viene aggiunta una tracolla, si applicano delle nappine alla cerniera zip e il bordo inferiore si impreziosisce con impunture fatte a mano.  La New Jackie viene proposta in tantissime varianti, dalla Guccissima al Crystal, fino a morbidissima pelle in una palette di colori vivaci, tra cui rosso, viola e verde. Due le misure, grande e medio.

 

La baguette di Fendi:

La storia della mitica Baguette ha inizio circa dieci anni fa, nel 1997, in un periodo non particolarmente roseo per la Fendi, una dei fiori all’occhiello della moda italiana. Dalla mano di Silvia Venturini Fendi, aiutata da un team di collaboratori talentuosi e geniali (tra cui pare ci fossero anche Maria Grazia Chiuri e Pier Paolo Piccioli, il duo che oggi guida Valentino), nascono le linee e i contorni di una pochette, che sarà nominata “Baguette” proprio perchè si porta sotto il braccio come il famoso filone di pane francese. La Fendi, per la collezione autunno-inverno 1997-1998, ha disegnato tantissimi altri modelli, senza sapere che in realtà sarà proprio quella pochette a trasformare il nome Fendi in qualcosa di mitico.

Tre le misure che da sempre ormai contraddistinguono la Baguette: la misura Mini, compatta e adatta a contenere lo stretto necessario; la Medium, il modello sicuramente più amato grazie alle sue dimensioni quasi perfette, e infine la Maxi o Large, che a tracolla si trasforma in una vera e propria handbag in grado di contenere tutto.

Come sappiamo bene, il successo di una borsa viene anche “aiutato” dalle celebrities. Un grazie particolare la Fendi lo deve a Sex and the City: in moltissime puntate è la fedele compagna di Carrie Bradshaw e fu proprio il telefilm a sdoganarla negli States.
Dopo questa carrellata, qual’è la vostra borsa preferita???

 

Annunci

2 thoughts on “Fashion history_le borse che hanno fatto la storia, cap. 2

  1. molto carini come articoli! devo dire che queste borse, anche se effettivamente hanno fatto la storia non mi entusiasmano troppo, soprattutto la speedy, forse perchè sdoganata troppo spesso (vera e non) da persone totalmente prive di “stile”

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...